mostra

Categoria: mostre

Dove: Pinacoteca Nazionale di Bologna - Via delle Belle Arti, 56 Bologna

dal 24/03/2018 al 24/06/2018

Organizzatore: Pinacoteca Nazionale di Bologna



Dal 24 marzo al 24 giugno 2018 la Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita la mostra Il genio di Francesco Francia. Un orafo pittore nella Bologna del Rinascimento.

L’esposizione, a cura di Mario Scalini ed Elena Rossoni, è promossa dal Polo Museale Emilia Romagna – Pinacoteca Nazionale di Bologna in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d’Arte Antica e la Società di Santa Cecilia, Amici della Pinacoteca di Bologna.

Francesco Francia fu uno dei protagonisti dell'arte bolognese dei decenni di passaggio tra Quattro e Cinquecento. La sua produzione segnò in modo significativo l'arte della stagione dei Bentivoglio, e continuò, anche attraverso la sua fiorente bottega, dopo la caduta di questi ultimi, con l'arrivo nel 1506 di papa Giulio II e il passaggio della città allo Stato della Chiesa.

La sua attività di orafo, esaltata da Vasari, lo vide protagonista della zecca di Bologna per la quale realizzò numerosi conii di monete, ma la sua bottega, come emerge dai documenti, produsse una grande varietà di manufatti, in parte perduti, che comprendono paci, monete, medaglie, miniature, gioielli, progetti per vetrate, oltre ai più noti affreschi e dipinti su tavola.

La mostra valorizza l'importante nucleo di opere dell'artista conservate in Pinacoteca, mettendole a confronto con manufatti legati alla produzione di orafo e medaglista della sua bottega. Un'attenzione particolare viene dedicata alla grafica, ai suoi disegni e alle stampe realizzate nella sua bottega da Marcantonio Raimondi.

La collocazione della mostra nel percorso del Rinascimento della Pinacoteca permette di leggere l'attività del Francia in stretta relazione con gli altri artisti attivi in città quali ad esempio Lorenzo Costa e Amico Aspertini, con i precedenti ferraresi di Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa, infine con la produzione successiva dei suoi figli Giacomo e Giulio.

Invitabile il confronto con l'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello la quale, secondo il racconto romanzato di Giorgio Vasari (1550) - contestato dal bolognese Carlo Cesare Malvasia (1678) e messo in dubbio dalla critica recente - fu la causa della stessa morte del Francia. Secondo l'aretino, incaricato di esporre il dipinto sull'altare della chiesa di San Giovanni in Monte, il Francia ne rimase talmente folgorato da morirne dopo pochi giorni.


VAI ALLA PAGINA DELL'EVENTO