Il progetto “La via Zamboni” prende il via con la presentazione del libro del fumettista e illustratore Giuseppe Palumbo “La Via Zamboni. Una strada, un libro, tante storie” (Damiani 2016) su progetto editoriale ideato da Angelo Varni e realizzato grazie al sostegno di UniCredit. Poi hanno preso vita una serie di iniziative (presentazioni, concerti, visite guidate) ospitate dalle principali istituzioni che abitano l’area con il coordinamento del Comune di Bologna e dell’Università degli Studi di Bologna.

Questo format rientra nell’ambito delle azioni condivise dal Protocollo d’intesa fra Comune di Bologna e Università sottoscritto nella primavera 2016 che ha visto una seconda serie di iniziative tra ottobre e dicembre 2016 con tre domeniche dedicate all’arte ( il 23 ottobre), alla musica (13 novembre) alla scienza (11 dicembre) che hanno registrato nell’insieme 19.800 presenze.

L’estate 2016 della zona universitaria è stata caratterizzata da Zambè, il calendario di eventi inserito nell’ambito di bè bolognaestate, per riportare cittadini e turisti in una delle aree più belle della città.

Zambè ha animato le serate estive dal 6 giugno a fine luglio con un’articolata proposta, spaziando dal cinema al teatro, alla musica ai dibattiti. In particolare Piazza Scaravilli ha ospitato proiezioni, il cortile d’Ercole è stato luogo di dibattiti e concerti, il cortile del Pozzo ha ospitato performance teatrali.

Complessivamente gli spettatori sono stati 3.000.

In occasione di Art City Bologna 2017 grazie alla Fondazione Golinelli, il progetto La via Zamboni ha presentato alla città “Rito domestico”, installazione luminosa a cura di ON, associazione che da 10 anni ricerca e produce nel campo dell’Arte Pubblica. L’installazione consisteva nella collocazione sotto ai portici della via e in piazza Verdi di una serie di lampadari provenienti dagli edifici e dai palazzi adiacenti.

Nell’estate 2017 Zambest (il nome assegnato  alle iniziative condivise da Comune e Unibo nell’ambito della rinnovata manifestazione estiva Best – la cultura si fa spazio) ha consolidato l’esperienza del 2016 mettendo a punto il format di eventi ed incontri nei cortili di Palazzo Poggi.

A completare l’offerta dell’area universitaria, ritornata così ad essere centrale nella programmazione estiva, ha esordito Comunale Music Village, il nuovo progetto di attività del Teatro Comunale che ha interessato la terrazza recentemente ristrutturata, via del Guasto – attraverso un intervento di riqualificazione che ha previsto la collocazione di dieci contaniner dedicati ad attività varie – e piazza Verdi, con una settimana di concerti che hanno visto la partecipazione di nomi importanti del panorama internazionale come Omar Sosa e Alexander Romanovski.

Comunale Music Village e Zambest hanno registrato complessivamento un affluenza di 38.600 partecipanti.

A gennaio 2018 La via Zamboni si presenta con una nuova veste e con una rete di partner allargata che a nuove realtà della zona.

La nuova edizione si articola in un progetto di promozione delle attività culturali realizzate dalle istituzioni che affacciano sulla via nel quale convergono eventi speciali organizzati ad hoc da Comune di Bologna e Università tra cui un omaggio a Primo Levi il 27 gennaio, Giorno della Memoria, a cura della compagnia Fanny&Alexander ed un concerto organizzato dal Conservatorio in collaborazione con la Comunità Ebraica di Bologna.

A febbraio, MAMbo porta ne La via Zamboni tre appuntamenti di Art city (2-5 febbraio), il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali in occasione di Arte Fiera con la direzione artistica di Lorenzo Balbi: l’installazione The Grandfather Platform di Luca Pozzi a cura di Maura Pozzati a Palazzo Magnani, l’installazione diffusa di Home Movies a cura di Giuseppe De Mattia lungo i portici della via, e l’incursione museografica Lo Slancio di Alessandra Messali, a cura di Giulia Morucchio e Irene Rossini al Museo della Specola.

Il 21 febbraio l’associazione Xing presenta Exaggerated footsteps, la camminata sonora ideata dal sound artist Davide Tidoni. La performance si basa sul coinvolgimento attivo dello spettatore che, attraverso un sistema di istruzioni semplici, tra le quali indossare particolari placche di metallo da fissare alle scarpe, diviene  performer.